Il Malato Immaginario

Tra comicità e critica sociale

Il Malato Immaginario
20/04/26 — 26/04/26
Milano
Teatro Grassi
Argante, borghese tanto ricco quanto ipocondriaco, è deciso a dare la figlia in moglie a un medico, così da assicurarsi per sempre le cure in famiglia. La ragazza è però già innamorata e, per aiutarla a evitare le nozze, la scaltra domestica Tonina ha pronto un piano geniale…
Scritta nel 1673, Il malato immaginario è l’ultima commedia di Molière, interpretata dallo stesso autore che morì, pochi giorni dopo il debutto, a causa di un collasso avvenuto in scena: un intreccio di arte e vita che legherà in eterno la figura del burbero ipocondriaco a quella del suo creatore.
«“Io sono il malato!” grida Argante al fratello Beraldo e alla serva Tonina: “Io sono il malato!”. Mi sono chiesto – commenta Andrea Chiodi, che qui dirige un cast capitanato da Tindaro Granata e Francesca Porrini – se questo grido non fosse il grido disperato di un autore teatrale che, mentre scrive, si sente messo da parte, ridicolizzato dalla società, non più di moda e, nel caso di Molière, non più accettato a corte. Con questo lavoro ho cercato di mettere in scena questo grido disperato, il grido di un artista, la domanda di un artista, la domanda di chi cerca di far capire a chi parla la propria arte, il proprio teatro, fino a morirci dentro, fino a decidere di essere malato per proteggersi dalla durezza della realtà. L’abbiamo fatto con il testo integrale e fedele, con la sola aggiunta della supplica di Molière al Re.»

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