BALLETTO DI MARIBOR

Stabat Mater e Carmina Burana

BALLETTO DI MARIBOR
21/04/26
Parma
Teatro Regio
Il Balletto di Maribor per Parma Danza porta in scena al Teatro Regio di Parma martedì 21 aprile 2026, ore 20.30, due coreografie di Edward Clug: Stabat Mater su musica di Giovanni Battista Pergolesi con scene e costumi di Jordi Roig e Carmina Burana su musica di Carl Orff con scene di Marko Japelj, costumi di Leo Kulaš, per entrambe le creazioni luci di Tomaž Premzl, sound designer Gregor Mendaš .

“Lo Stabat Mater di Pergolesi è uno dei diversi ritratti del dolore di Maria sotto la croce, durante la crocefissione di suo figlio Gesù– scrive Edward Clug. La stessa partitura riflette l’esperienza personale dell’autore e il suo atteggiamento nei confronti di questo episodio religioso. Ascoltando la composizione di Pergolesi, e anche in seguito durante le mie esplorazioni coreografiche, sono stato immediatamente colpito dalla purezza e dalla semplicità della musica, e ad un certo punto anche dalle sue gioiose esclamazioni, che probabilmente non riflettono il dolore, ma piuttosto la sua imminente conseguenza: la speranza. La speranza di cui è imbevuta la musica di Pergolesi, in contrasto con il dolore e l’angoscia della Madre, di fatto è il momento più significativo che mi ha dato l’opportunità unica di ripensare alla relazione fra questa specifica ‘topografia’ biblica e la mia stessa comprensione ed interpretazione del capolavoro di Pergolesi. Senza dubbio, la coreografia ha una forte connotazione allegorica riguardo l’immaginario biblico tradizionale. Tuttavia, il contesto ironico di vita quotidiana trasforma queste rappresentazioni in un’intimità nuova tramite l’atemporalità della danza, riflettendo la nostra personale comprensione del rapporto madre-figlio”.

L’opera di Orff, capolavoro del XX secolo che attinge ai temi umani senza tempo della speranza, dell’amore e del destino che trae ispirazione dai versi medievali, parla della durevole natura dell’esperienza umana, con la sua sezione iniziale, O Fortuna, che getta un’ombra minacciosa sull’incerto destino dell’umanità.

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